Audizione del senatore Giuseppe Vegas, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema di gestione dell'anagrafe tributaria e le amministrazioni locali, l'audizione del sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, senatore Giuseppe Vegas. Con tale indagine, secondo il programma deliberato dalla Commissione, si intende procedere ad una ricognizione dei rapporti tra l'anagrafe tributaria e le amministrazioni locali, anche con riferimento alla riforma del Titolo V della Costituzione in materia di federalismo fiscale, che ha attribuito un proprio autonomo potere impositivo agli enti locali.
Ricordo che, nell'ambito dell'indagine conoscitiva finora svolta, la Commissione tra i rappresentanti del Governo ha già audito il ministro per gli affari regionali, senatore Enrico La Loggia, il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore Antonio D'Alì, il ministro per l'innovazione e le tecnologie, dottor Lucio Stanca, e, infine, il viceministro per l'economia e le finanze, professor Mario Baldassarri.
Ricordo che il sottosegretario per l'economia e le finanze è accompagnato dal dottor Luca Cecchini, capo della segreteria tecnica, dalla dottoressa Paola Vittori, componente della segreteria tecnica e dalla dottoressa Rosa Russo, dirigente del dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell'economia e delle finanze.
Do quindi la parola al sottosegretario Vegas, che ringrazio per avere accolto l'invito della Commissione e che consegna alla Commissione un documento, del quale autorizzo la pubblicazione in allegato al resoconto integrale della seduta odierna (vedi allegato).

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Grazie presidente, sono convinto che rapporti più intensi tra Governo e Parlamento in queste materie, anche molto tecniche, siano indispensabili per il miglioramento della normativa in materia e anche per la sua applicazione concreta, perché molte cose non dipendono strettamente dalla normativa, ma anche da come essa viene interpretata e applicata.
Credo che sia opportuno soffermarmi su due punti di carattere più concreto e specifico, non senza avere ricordato preliminarmente l'importanza dell'intensificazione della conoscenza e dei dati di base, soprattutto nell'apertura di una fase nella quale si va verso un più spiccato federalismo amministrativo, per il quale è indispensabile e necessario conoscere i dati. Tutti sappiamo che i presupposti di una più adeguata ripartizione delle risorse non potrebbero avere luogo se non con una conoscenza approfondita dei dati che adesso, grazie agli strumenti informatici, è possibile acquisire, anche se non in modo rapidissimo e automatico. Mi occuperò pertanto di due temi che credo rappresentino i punti focali di interesse di questa Commissione. Il primo riguarda l'acquisizione da parte degli enti locali di un quadro informativo efficace dei soggetti sottoposti all'obbligo fiscale, attraverso l'accesso informativo dell'anagrafe tributaria. Il secondo concerne lo scambio di dati tra il sistema dell'anagrafe e le amministrazioni locali. Resto ovviamente a disposizione sia nella seduta odierna sia in futuro per acquisizioni o risposte a quesiti specifici di interesse per la Commissione.
Relativamente
al primo punto occorre soffermarsi su due temi, quello delle convenzioni per la gestione dell'IRAP e dell'addizionale regionale all'IRPEF e quello delle convenzioni per la riscossione dell'ICI mediante il sistema F24. Circa la prima questione nel quadro del processo di attuazione del federalismo fiscale ed in virtù del disposto dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 446 del 1997, nel corso degli ultimi anni l'Agenzia delle entrate ha sottoscritto nove convenzioni con altrettante regioni (Lombardia, Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Molise) per la gestione dell'IRAP e dell'addizionale regionale all'IRPEF.
Le intese consentono alle regioni di disporre di informazioni utili per una più efficiente gestione e pianificazione del proprio sistema impositivo. Infatti, grazie agli accordi, le regioni convenzionate possono consultare telematicamente il sistema informativo dell'amministrazione finanziaria e prendere visione dei dati fiscali necessari per l'esercizio della propria autonomia tributaria. Apro solo una parentesi per ricordare come attualmente con i comuni sia ancora aperto un contenzioso relativamente alle quote delle imposte di propria spettanza. Si tratta di un arretrato che deve essere colmato prima o poi, ma se noi non arriviamo a fornire un prodotto in tempi reali ci ritroviamo con un arretrato in cui c'è un dare e un avere che crea problemi; infatti, se deve pagare lo Stato bisogna ovviamente trovare le risorse, se invece i comuni hanno ricevuto delle somme eccedenti in tema ad esempio di addizionale dell'energia elettrica non è facile ottenerne la restituzione. Quindi, se i problemi vengono risolti velocemente si taglia la testa a qualunque contestazione.
Le dichiarazioni relative alle persone fisiche, alle società di persone e di capitali, agli enti non commerciali, ai 730 e 770 semplificati sono fornite alle regioni anche mediante supporti ottici. Sono, altresì, inviati mensilmente alle regioni flussi informativi concernenti le operazioni di riscossione, mediante il sistema F24, dell'IRAP e dell'addizionale regionale all'IRPEF di competenza, con l'individuazione del contribuente che ha effettuato il pagamento. Gli accordi consentono, peraltro, alle regioni di consultare telematicamente gli elementi informativi relativi all'attività accertativa svolta nei confronti dei contribuenti residenti nel proprio ambito territoriale, alle relative procedure contenziose e iscrizioni al ruolo. Inoltre, grazie alle intese, le regioni possono disporre di strumenti di monitoraggio che consentono di attivare manovre di bilancio programmate. Gli strumenti, resi disponibili alle regioni in modalità telematiche, consentono alle amministrazioni convenzionate di analizzare gli elementi sul gettito di propria pertinenza, di effettuare simulazioni sulle possibili variazioni della base imponibile, con conseguenti valutazioni dell'impatto prodotto dalle manovre finanziarie nel contesto economico territoriale.
Gli elementi informativi resi alle regioni convenzionate consentono alle medesime di adottare politiche di controllo più efficaci, di ridurre i fenomeni evasivi dei tributi e di perseguire, quindi, politiche fiscali più razionali ed efficaci. Si tratta di un tema molto rilevante, perché, come abbiamo constatato in questi anni, spesso alle regioni mancano i dati, per cui non sono in grado di programmare i propri bilanci con adeguatezza; inoltre il tema delle addizionali regionali crea diversi problemi alle regioni, in quanto non sono in grado di conoscere con esattezza il gettito delle addizionali e dunque hanno programmato incrementi delle addizionali che non sono poi in grado di spendere nel corso dell'anno, perché i bilanci sono comunque redatti sulla base dello stato anteriore. Tutto questo porta a degli avanzi di bilancio con una conseguente gestione più complicata anche dal punto di vista giuridico-contabile.
In tema di convenzioni per la riscossione dell'ICI mediante il sistema F24, sempre nell'ambito del processo di attuazione del federalismo fiscale, l'Agenzia delle entrate ha avviato da tre anni il progetto di fiscalità locale, grazie al quale i possessori di immobili situati nei comuni che sottoscrivono una convenzione con l'agenzia possono avvalersi dei vantaggi conseguenti all'efficienza del canale di riscossione dell'ICI tramite il sistema di versamento F24. Con la definizione dell'intesa gli enti locali, in ossequio ai principi contenuti nell'articolo 3, comma 153, della legge n. 662 del 1996, ottengono in via telematica i dati relativi alle dichiarazioni di successione e ai contratti di locazione registrati telematicamente relativi ad immobili ubicati nel proprio territorio. Anche in tale ipotesi, il sistema di colloquio instaurato con gli enti locali consente agli stessi di adottare misure di controllo più incisive, di gestire il tributo secondo criteri di efficienza e di conseguire incrementi di gettito.
Anche qui apro una breve parentesi riguardante due temi. Il primo concerne il provvedimento sulla competitività che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni dal Consiglio dei ministri. In questo provvedimento sono contenute disposizioni specifiche relative all'obbligo dell'amministrazione di ricevere denunce, dichiarazioni ed atti per via telematica; quindi anche nel momento in cui i notai adotteranno il sistema di trasmissione telematica diretta all'amministrazione questo porterà a uno snellimento delle procedure e ad una acquisizione immediata dei dati senza passare per il sistema catastale consentendo di snellire il sistema di conoscenza dei comuni al fine del pagamento dell'ICI.
Nel disegno di legge finanziaria del 2005 era prevista una norma che in qualche modo rendeva obbligatorio l'utilizzo che del meccanismo dell'F24 da parte dei comuni; il Parlamento ha però ritenuto che questo limitasse in qualche modo le prerogative degli enti locali per cui l'ha stralciata. Anche se avrebbe potuto creare qualche mutamento di organizzazione per i comuni e per le esattorie, probabilmente questa disposizione sarebbe stata comoda per i contribuenti; infatti, in sede di F24 si possono operare anche compensazioni alleviando il sistema fiscale rispetto ai contribuenti. Tuttavia il sistema, pur non essendo obbligatorio, è convenzionalmente ammissibile; quindi, per i comuni che vorranno stipulare le convenzioni questo obiettivo è ugualmente possibile.
Il secondo argomento di questa breve illustrazione riguarda lo scambio di dati tra il sistema dell'anagrafe tributaria e le amministrazioni locali.
Come è noto, l'Agenzia delle entrate, tramite l'ufficio sistemi e processi, è responsabile dei procedimenti di accesso ai dati dell'anagrafe tributaria da parte di enti esterni e cura lo sviluppo dei sistemi che consentono lo scambio di informazioni con enti locali e regioni; la Sogei, in qualità di partner tecnologico assicura l'esecuzione tecnica dei piani e dei programmi definiti dall'agenzia.
Attualmente il principale canale di interscambio di informazioni anagrafiche e tributarie con le amministrazioni locali è costituito dal sistema SIATEL, cui sono collegati attualmente in totale 7.274 enti, di cui 6.930 enti locali; quindi, la diffusione riguarda anche i piccoli comuni.
I 6.930 enti locali collegati a SIATEL a loro volta si suddividono in 20 regioni, 62 province, 6.794 comuni e 54 comunità montane. Nei comuni collegati risiede oltre il 95 per cento della popolazione italiana. Per maggiori dettagli sullo stato dei collegamenti SIATEL rimando alle tabelle allegate alla relazione; è, inoltre, allegata copia degli accordi di servizio che regolano il collegamento a SIATEL di regioni, province e comuni.
Il sistema SIATEL (Sistema di interscambio Anagrafe tributaria ed enti locali) nasce dall'esigenza di istituire un sistema di comunicazioni tra l'ex Ministero delle finanze, le regioni e gli enti locali per consentire agli enti impositori di gestire la propria autonomia tributaria.
Questo sistema consente a tutti gli enti collegati di: consultare i dati anagrafici e reddituali (dichiarazioni dei redditi e atti del registro) relativi a persone fisiche e giuridiche; effettuare le variazioni relative ai dati anagrafici e di residenza del cittadino e i dati dei decessi, come previsto dal decreto interministeriale del 6 ottobre 2000; effettuare interrogazioni sulle sedi di attività delle imprese situate in tutto il territorio nazionale (attività esercitata, indirizzo, titolari e rappresentanti, soci, eccetera); effettuare l'invio telematico dei dati di previsione e consuntivazione delle entrate degli enti territoriali.
Il medesimo sistema consente ai soli comuni di: allineare i codici fiscali della anagrafe comunale con quelli dell'anagrafe tributaria, nonché comunicare ogni variazione sopraggiunta nel tempo; consultare i dati relativi ai giudizi presso le commissioni tributarie in merito ai ricorsi rispetto ai quali sono parti in causa, riducendo l'accesso fisico alla sede della commissione solo ai casi in cui ciò è previsto dal rito; inoltre, i comuni che hanno sottoscritto con l'Agenzia delle entrate la convenzione per il pagamento dei tributi locali mediante il modello F24 possono accedere ai dati dei versamenti ICI, Tarsu/Tariffa e Tosap/Cosap nonché a quelli delle dichiarazioni di successione e dei contratti di locazione.
L'associazione dei comuni ha richiesto di definire legislativamente un meccanismo di compartecipazione dei comuni agli accertamenti fiscali. Sicuramente il principio è condivisibile e potrebbe essere utile, tuttavia non è di facile soluzione tecnica; infatti, si aprono molte questioni riguardanti la privacy, le modalità di accesso e accertamento dei comuni e, non ultimo, il fatto che i comuni partecipando all'accertamento vorrebbero essere cointeressati anche per una parte del gettito. Quest'ultima questione non è facile da risolvere; infatti, se noi sosteniamo che l'imposta sul reddito delle persone fisiche è di pertinenza erariale, rimane poi difficile dare una compartecipazione. Ritengo, quindi, che la cosa vada studiata e, per questo motivo, abbiamo istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze un tavolo di incontro con gli enti locali per capire se per la prossima finanziaria siamo in grado di definire una normativa in questo senso.
Per quanto riguarda le regioni, il sistema SIATEL consente loro di effettuare la trasmissione dei dati IRAP (previa stipula di apposita convenzione con l'agenzia); fornisce informazioni contabili inerenti mandati di pagamento che la Banca d'Italia riversa sui conti degli enti e le informazioni relative ai versamenti effettuati dai contribuenti mediante il modello F24.
Inoltre alle regioni convenzionate vengono forniti i seguenti servizi: in tema di accertamento, il servizio permette di visualizzare i contribuenti sottoposti a controllo e verifica fiscale; in tema di contenzioso, il servizio permette di visualizzare contribuenti che hanno instaurato una controversia in materia tributaria; relativamente ai ruoli ed ai rimborsi, permette di visualizzare i dati che si riferiscono alle iscrizioni a ruolo e ai rimborsi erogati. Esiste poi il Cruscotto delle entrate tributarie regionali (CENT) che è un sistema di monitoraggio delle entrate tributarie regionali (IRAP e addizionale regionale) e costituisce un supporto alle decisioni di politica fiscale attraverso la costruzione dinamica di report statistici e grafici riferiti ai soggetti di competenze territoriali delle regioni o province autonome.
Il sistema SIATEL ha consentito di avviare la realizzazione del progetto della «tessera sanitaria» attraverso le procedure di allineamento tra anagrafi comunali e anagrafe tributaria. Questa applicazione è stata molto importante perché abbiamo verificato dove è stata sperimentalmente introdotta (nella regione Abruzzo) che esistono su una platea relativamente limitata di contribuenti (l'Abruzzo è una regione con pochi abitanti) scostamenti significativi anche nell'ordine del 20 per cento tra i dati contenuti. Questi scostamenti, in alcuni casi, si riferiscono a contribuenti deceduti; quindi, con l'incrocio accurato dei dati è possibile eliminare molte posizioni e duplicazioni e ottenere risparmi significativi sulla spesa sanitaria; infatti, è chiaro che le prescrizioni che vengono fatte ai defunti, le duplicazioni di prestazioni o la quantità di prescrizioni per diagnostica o per farmaceutica allo stesso soggetto comportano situazioni patologiche di spesa sanitaria sulle quali è possibile intervenire.
Nel sito Internet dell'agenzia è presente una specifica sezione, costantemente aggiornata, diretta a facilitare l'accesso e la consultazione dei servizi offerti tramite SIATEL. Il sistema è aggiornato dalla Sogei che provvede alla produzione degli applicativi necessari per l'estrazione e l'elaborazione dei dati richiesti dagli enti locali.
A supporto degli utenti del sistema SIATEL è attivo un apposito numero verde per la soluzione delle problematiche relative al rilascio delle credenziali di accesso e sul corretto utilizzo dei servizi offerti. Oltre allo scambio di dati in via telematica, gli enti locali e le regioni ricevono dati su supporti magnetici o mediante invio in modalità sicura di file contenenti le informazioni richieste.
Per migliorare il livello dei servizi resi agli enti locali, è stato definito ed è in fase di avvio nel 2005, un progetto di armonizzazione dei servizi di informazione ai contribuenti, che prevede un portale dedicato per le amministrazioni locali e le regioni. Per i soli comuni lo scambio di informazioni finalizzate all'aggiornamento anagrafico sarà gestito tramite il sistema INA-SAIA del Ministero dell'interno.
Il Ministero dell'interno - tutto ciò sarà già stato illustrato dal collega D'Alì - dispone di un database molto importante che è utilizzato soprattutto in questi giorni perché contiene l'entità dei trasferimenti statali e delle quote di spettanza degli enti locali dopo la legge finanziaria (i comuni che devono redigere i bilanci utilizzano molto tale database).
Infine, l'agenzia ha aderito al sistema pubblico di connettività e cooperazione promosso dal Cnipa. Attraverso tale progetto sarà ulteriormente sviluppata l'interoperabilità telematica tra pubblica amministrazione centrale e locale, cittadini e imprese, con standard di qualità e di sicurezza atti a garantire l'integrità del sistema telematico a livello nazionale e assicurare i necessari livelli di protezione dei dati personali.
Credo che sul tema della protezione dei dati l'esperienza che ha accumulato Sogei in questi anni sia utile perché, tutto sommato, non abbiamo avuto «incursioni» esterne tali da pregiudicarne la funzionalità o l'attendibilità. Consegno anche una breve illustrazione relativa alla mappatura dei collegamenti tra il sistema dell'amministrazione fiscale e la pubblica amministrazione nel suo complesso.

PRESIDENTE. Ringrazio il sottosegretario Vegas. Indubbiamente la sua relazione ha aperto una serie di argomenti importanti. Vorrei formulare due domande di natura strettamente politica. La prima riguarda il ruolo di SogeiIT, atteso che in un capitale sociale interamente controllato dal Ministero dell'economia e delle finanze oggi si vede la partecipazione delle due agenzie. Quindi, vorremmo conoscere, se non oggi eventualmente anche successivamente per iscritto, il parere del ministero, che indubbiamente è l'azionista di riferimento di Sogei e, paradossalmente, lo è un po' meno rispetto a di SogeiIT. Infatti, le agenzie, pur avendo una stretta connessione con il Ministero dell'economia, hanno comunque un loro indirizzo autonomo. Quindi, vorremmo capire la nuova funzione che, a vostro avviso, poteva ricoprire SogeiIT.
La seconda domanda - che abbiamo posto anche al viceministro Baldassarri, ma in questo caso ci interessa veramente capire l'orientamento al di là della posizione dei singoli - è relativa alla proposta formulata in un'audizione dal rappresentante della Conferenza Stato-regioni, l'assessore al bilancio della regione Lombardia, il quale, a nome delle regioni, si è dichiarato disponibile eventualmente a partecipare anche al capitale sociale di Sogei. In sostanza il viceministro Baldassarri ha risposto che, formalmente, tale partecipazione azionaria interessava relativamente, ma era interessato maggiormente al rapporto con le regioni per attivare una serie di procedure e di scambi di informazioni che potevano risultare utili reciprocamente. Comunque, il viceministro Baldassarri - pur avendo premesso che esponeva una sua posizione e non quella del Governo dal momento che il problema non era mai stato posto, non essendo, forse, ancora neppure conosciuto - preferirebbe che Sogei rimanesse al 100 per cento del Ministero dell'economia e delle finanze.
Do ora la parola ai colleghi che intendano porre delle domande o chiedere chiarimenti.

ALDO CENNAMO. Ringrazio il sottosegretario Vegas per la sua relazione e per il materiale consegnato, che va certamente analizzato perché richiede il necessario approfondimento. Condivido le due osservazioni svolte dal presidente; le domande poste provengono direttamente dal lavoro di approfondimento che stiamo compiendo in queste settimane e, quindi, attendo anch'io di conoscere le risposte del sottosegretario. Vorrei inoltre approfittare della sua presenza per porre due questioni; siccome le abbiamo formulate in molte delle audizioni precedenti, cercherò di essere più sintetico e diretto.
Noi abbiamo un enorme patrimonio di conoscenze e sussiste la forte richiesta, che noi condividiamo sul piano tecnico e politico, da parte del mondo delle autonomie di un rapporto e di una relazione più stringente ed efficace tra il sistema di gestione delle anagrafi tributarie e le autonomie locali: questo è un dato fondamentale che riguarda sia il decentramento delle informazioni sia il collegamento fra i sistemi. Non ritengo necessario sottolineare quanto sia importante questo aspetto perché siamo già in una fase di ampio trasferimento di funzioni e di compiti agli enti locali, ma siamo anche in una fase di stagnazione dei trasferimenti verso gli stessi. In questi anni gli enti locali hanno sopperito a tale situazione e da ultimo hanno anche dato fondo ai beni patrimoniali per poter chiudere i bilanci, ma la situazione si aggraverà ulteriormente nei prossimi mesi ed anni con la formazione dei nuovi bilanci. Credo che, se centralmente mettessimo a disposizione del mondo delle autonomie locali le risorse, le banche dati e le conoscenze a nostra disposizione, potrebbe venire un notevole aiuto dal rapporto tra il sistema delle autonomie e delle anagrafi tributarie nonché dal decentramento delle informazioni e dal collegamento dei sistemi. Sicuramente tutto ciò servirebbe a migliorare sia il rapporto tra amministrazione periferica e centrale sia la qualità del lavoro che i comuni sono chiamati a fare, nonché ad incentivare in modo particolare le entrate fiscali dei comuni.
Del resto, su questo aspetto - lei sicuramente non avrà avuto tempo di documentarsi in modo più ampio sui lavori della Commissione - un documento dell'ANCI segnala che si sono verificati dei disallineamenti tra i dati della popolazione residente nei comuni e i dati registrati nell'archivio anagrafico dei codici fiscali nell'ordine dell'8-10 per cento, mentre maggiori appaiono i disallineamenti tra i dati degli immobili contenuti nelle dichiarazioni ICI e quelli registrati negli archivi delle agenzie del territorio. Riferisco tale dato giusto per confermare quanto sia importante avere queste relazioni più stringenti.
Il secondo argomento riguarda invece più specificamente le sue competenze e la sua delega - ne abbiamo parlato anche nell'audizione precedente con il viceministro Baldassarri -, cioè il tema della razionalizzazione e della riforma rispetto all'ampia disponibilità di risorse di cui oggi dispone il Ministero dell'economia e delle finanze. Oggi abbiamo una serie di società, interamente partecipate dal Ministero delle finanze e dalle agenzie, che hanno un enorme patrimonio di conoscenze (Sogei, SogeiIT, CONSIP, SOSE).
Tuttavia, reputo che il patrimonio di conoscenze e di capacità operative posseduto da Sogei sia di straordinaria importanza; ricordo a noi stessi che in Italia Sogei ha dato avvio al fisco telematico e ancora oggi ci pone all'avanguardia in Europa.
È possibile ipotizzare una razionalizzazione di queste risorse? Al riguardo due anni fa ho presentato una proposta di legge in questo senso, ma non è stata mai discussa in Parlamento. Una razionalizzazione di queste risorse non solo comporterebbe un miglioramento del lavoro dello stesso ministero, ma comporterebbe anche un risparmio notevole; si pensi solo al fatto che ancora oggi alcune di queste società sono costrette ad avvalersi di rapporti di collaborazione esterna o di appalti. Rispetto al grande patrimonio detenuto dall'amministrazione, un'ipotesi di razionalizzazione servirebbe a creare risparmi e probabilmente agevolerebbe ancora di più il rapporto con il mondo delle autonomie. Noi riteniamo che, senza nulla togliere alle altre società, Sogei abbia un grande patrimonio di conoscenze, la cui validità è già stata dimostrata. Credo che bisogna elaborare un ragionamento attorno a questa società, perché se noi razionalizzassimo bene e operassimo una riforma in tal senso potremmo costruire meglio anche il bilancio dello Stato e le ipotesi di programmazione in relazione alle risorse di cui lo Stato dispone.
Tralascio un altro argomento, che pure dovremo affrontare con il ministro Stanca, che riguarda l'information technology applicata ai comuni, ma da quanto ho letto recentemente ho potuto constatare che anche in questo settore noi scontiamo un ritardo non indifferente. Sarebbe invece un peccato che queste banche dati, settore in cui siamo all'avanguardia, non fossero disponibili per il mondo delle autonomie. Già con il viceministro Baldassarri rilevavamo che, siccome riscontriamo sempre una grande disponibilità su questo terreno, come è ovvio che sia, si dovrebbe passare da questa disponibilità ad una maggiore operatività nell'interesse generale del paese.

GERARDO LABELLARTE. Vorrei integrare le domande poste dai colleghi con delle brevi osservazioni che sono al centro della nostra riflessione. A me sembra che, secondo un'antica tradizione che in questo periodo si è ulteriormente consolidata, il nostro apparato centrale si proclami decentratore ma in realtà si manifesti centralista. Sulla nostra vicenda questa doppiezza di comportamento si nota in maniera molto evidente. Non so se il sottosegretario abbia avuto modo di approfondire le posizioni emerse presso la nostra Commissione, ma esse possono essere riassunte in un'osservazione fatta dai presidenti delle regioni, che cito testualmente perché in questo modo si può comprendere il punto di vista dal quale esse partono, indipendentemente dal tipo di amministrazione e di maggioranza che le governa: «Qualsiasi forma di collaborazione dovrà partire dalla consapevolezza della pariteticità tra Stato e regioni, sgombrando il campo da quel vizio di origine inerente la sottovalutazione delle capacità gestionali di ciascuna amministrazione regionale, che ha sempre caratterizzato il comportamento del ministero, così come dei soggetti suoi concessionari». Sostanzialmente le regioni denunciano che da parte non solo del ministero, ma anche dei concessionari, esiste una sorta di visione gerarchica nei confronti dei sistemi regionali. Continuano poi facendo rilevare che: «Le regioni che hanno già investito e realizzato un proprio sistema informativo non possono accontentarsi di accedere semplicemente al sistema tributario centrale, ma rivendicano la possibilità di utilizzare la porzione informativa che gli compete in modo autonomo e dinamico». In pratica il problema che viene posto non è soltanto un problema di accesso ai dati, ma di gestione in modo autonomo e dinamico. Non so se, al di là delle posizioni espresse in questa sede dal viceministro Baldassarri, all'interno dell'attuale gestione del Ministero dell'economia e delle finanze esista l'intenzione di corrispondere a questa richiesta formulata dalle amministrazioni regionali. Lo strumento che loro propongono è quello dell'accesso al capitale di Sogei, ma ci possono essere anche altre forme come, ad esempio, l'utilizzo ventilato da qualcuno di SogeiIT per dare una risposta a questa domanda. Vorrei conoscere la sua opinione riguardo alla strategia che il ministero deve seguire nell'ambito di questa vicenda.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al sottosegretario Vegas ribadisco che, attese anche le deleghe all'interno della struttura del Ministero dell'economia e delle finanze, se sugli aspetti più propriamente politici egli intende risponderci per iscritto o in un'altra occasione, da parte nostra non vi sono problemi di sorta. Le nostre non sono domande trabocchetto; avendo avuto in precedenza un'audizione con il viceministro volevamo sgombrare il campo da equivoci. La netta posizione di chiusura del viceministro Baldassarri aveva destato in noi qualche perplessità, più per come è stata posta che per le motivazioni addotte. Non è nostra intenzione far emergere una differenza di opinioni all'interno del Governo, ci interessa invece capire in che tipo di strategia rientrano le varie società nell'ambito della gestione diretta del Ministero.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Innanzitutto, è ovvio che tutto questo meccanismo ha come finalità principale quella di diminuire il livello di evasione fiscale, rendere conoscibili i dati e portare ad una diminuzione dei costi di esazione. È un meccanismo di lunga lena, quindi è da molti anni che esistono questi strumenti, che man mano vengono perfezionati. Si tratta di un patrimonio nazionale e, come giustamente ricordava l'onorevole Cennamo, la Sogei ci è invidiata anche all'estero. Quello che siamo riusciti a fare nel sistema di trasmissione telematica per quanto riguarda il campo fiscale rappresenta un primato una volta tanto positivo del paese.
Non ho difficoltà a rispondere subito alle domande che mi avete posto, anche per il semplice motivo che in molti campi si tratta di decisioni non ancora assunte. Siamo in una fase evolutiva e quindi avrebbe poco senso fornire una risposta scritta in cui si fissano alcune decisioni che in questo campo sono ancora in itinere.
Su SogeiIT, a parte il fatto che non sono ancora perfezionati gli accordi con le agenzie per la definizione della loro compartecipazione, è chiaro che tutto ciò non cambia la natura pubblica, mentre serve invece a costituire uno strumento che può essere più elastico, perché essendoci la partecipazione di soggetti che sostanzialmente fanno parte dello Stato, ma sono anche qualcosa di diverso significa aprire la porta anche ad eventuali partecipazioni e, quindi, rendere SogeiIT uno strumento più flessibile. Allo stato attuale vedo con difficoltà una eventuale partecipazione di altri soggetti in Sogei; formalmente da parte delle regioni non ci è ancora giunta una proposta al riguardo, ma la esamineremo senza dubbio.
Sicuramente, fino al momento in cui non verrà attuato il modello federale l'amministrazione finanziaria ha la necessità di tutelare l'interesse generale del contribuente e, quindi, di dotarsi anche degli strumenti che consentano al massimo grado possibile di evitare che sfuggano fonti di entrata, dati o che qualcosa non funzioni.
Forse, in qualche caso, è stato presentato in modo tranchant, però l'approccio che cerca di tutelare l'unità dell'amministrazione (affermato anche dall'articolo 120 della Costituzione che fissa il principio dell'unità economica della nazione) con un meccanismo che funge da valvola di chiusura evitando fughe di dati e notizie e, soprattutto, di fonti di entrata, va mantenuto prima che bonificato; infatti, è necessario evitare che strumenti informatici che vengono realizzati in alcune regioni (si pensi ad una regione che ha istituito la tessera sanitaria) siano più costosi rispetto ad uno stesso strumento adottato a livello nazionale.
Esiste, quindi, sia il problema dei costi sia quello della leggibilità e trasferibilità dei dati; infatti, se ciascuna regione adottasse un modello personale non vi può essere interscambiabilità. Credo, quindi, che sia indispensabile una certa gestione accentrata di questo tipo di strumenti.
Questo non significa che di per sé il meccanismo organizzativo nel quale sono suddivise le ramificazioni informatiche del Ministero dell'economia e delle finanze sia immodificabile o non possa essere razionalizzato; anzi, tutti sanno che più si va avanti in questo tipo di applicazioni più diminuiscono i costi e più si possono accentrare. A tal proposito basta pensare alla Sogei, che ha concentrato in poco spazio tutte le macchine che in passato occupavano interamente la sala macchine, che potrebbe essere implementata con altri macchinari e con altre banche dati. Ad esempio, la banca dati e l'impianto macchine posseduto dalla Ragioneria generale per i pagamenti potrebbero benissimo, in un futuro non molto lontano, essere accorpati o eventualmente anche dati in gestione alla Sogei...

ALDO CENNAMO. Sembra che voi abbiate già calcolato i risparmi.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Adesso non le so dire francamente quanti siano i risparmi, però questa è una cosa sicuramente possibile.
La CONSIP invece ha una missione completamente diversa: agisce su basi informatiche e adesso sta ampliando il market place. Questo sistema è molto interessante perché, senza più l'obbligo degli acquisti a pezzi, offre un benchmark di riferimento che consente alle amministrazioni locali e pubbliche di fare acquisti a costi più bassi tenendo sempre presente il target della spesa convenzionata. Difficilmente oggi vedrei una integrazione, però questi sono campi in cui l'evoluzione è molto intensa, per cui ciò non vuol dire che per il futuro non si possa integrare. Quindi, ribadisco che ci debba essere la massima autonomia delle istituzioni regionali e locali, tenendo conto comunque dei costi complessivi e della interfacciabilità dei database.
Non è del tutto vero che gli enti locali siano così penalizzati nei trasferimenti; infatti, negli ultimi anni c'è stato un taglio dell'1 per cento che è piuttosto modesto per cui l'amministrazione dovrebbe essere in grado di funzionare lo stesso. Se esaminiamo storicamente la questione, a parte qualche anno in cui ci sono stati dei picchi dovuti a rimborsi di quote destinate agli ammortamenti dei mutui, grosso modo i trasferimenti seguono il medesimo corso; inoltre, con l'aumento delle entrate proprie il totale delle entrate non è diminuito anche se le spese sono sempre in crescita. Quest'anno, infine, applicandosi la regola del 2 per cento c'è un leggero aumento dei trasferimenti per le spese correnti.
Sicuramente esistono disallineamenti seri dei dati anagrafici; infatti, questo lo abbiamo constatato con l'applicazione sperimentale della «tessera sanitaria» in Abruzzo. Credo, inoltre, che ci sia qualche problema relativo alla verifica della consistenza della popolazione residente nelle varie regioni; quindi, è chiaro che, se esiste un disallineamento di un certo numero di abitanti nella regione A piuttosto che nella regione B, nel momento in cui si vanno ad applicare le regole di federalismo fiscale o più banalmente di quota pro capite per la spesa sanitaria si assegnano maggiori o minori stanziamenti a vantaggio di una regione e a danno dell'altra che, se sono cospicue, possono far sballare un intero meccanismo finanziario.
L'obiettivo primario resta l'interfacciabilità dei dati che cerchiamo di realizzare attraverso le convenzioni di cui prima ho parlato; difatti, nel momento in cui noi riusciremo ad incrociare i dati otterremo risparmi notevoli. Per esempio, incrociando i dati delle ricette sanitarie con l'anagrafe tributaria riusciremo a scovare tutti coloro che si dichiarano esenti dal ticket e, invece, in base ai dati fiscali non lo sono.

PRESIDENTE. Tutto ciò consentirebbe anche di comunicare alle farmacie telematicamente chi è esente; infatti, una volta incrociati i dati, il farmacista potrebbe inserire il codice sanitario nella banca dati da cui risulterà se la persona è esente o no.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Questo servirebbe anche ad evitare che, come accade spesso, i dati della rendicontazione della spesa per le medicine anziché essere disponibili sulla banca dati dipendano, invece, da trasmissioni cartacee fatte dalle farmacie con ritardi che possono modificare i conti complessivi.

PRESIDENTE. Ringraziamo il sottosegretario Vegas per la sua esaustiva relazione e per le risposte che ci ha fornito. Proseguiremo la nostra indagine conoscitiva al termine della quale faremo pervenire al sottosegretario la nostra relazione finale.
Dichiaro conclusa l'audizione.